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DECRETO SOSTEGNO: PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE. LA REAZIONE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA

23/03/2021 09.48.39

DECRETO SOSTEGNO: PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE. LA REAZIONE DI FEDERAZIONE MODA ITALIA. LINEE GUIDA DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE PER LE ISTANZE DI RICONOSCIMENTO DEL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO DA PRESENTARE IN VIA TELEMATICA DAL 30 MARZO AL 28 MAGGIO 20

Nonostante l'accoglimento di alcune fondamentali richieste, c'è molta delusione tra le imprese per un provvedimento, il Decreto Sostegni, che non dà ancora risposte alle gravi perdite subite dal comparto moda. È la posizione di Federazione Moda Italia-Confcommercio. Per il Presidente Renato Borghi: “Lo stanziamento di oltre 11 miliardi di euro per 2,8 milioni di imprese beneficiarie è assolutamente insufficiente. Alla moda serve molto di più. Nonostante il superamento del criterio dei codici Ateco che aveva, tra l'altro, portato a un'incomprensibile selezione dei beneficiari e creato figli e figliastri, non abbiamo trovato risposte adeguate per: l'esiguità del contributo alle imprese del comparto distributivo della moda; gli indennizzi troppo selettivi; la soglia troppo elevata di perdita di fatturato al 30% che, per il settore, va vista decisamente al ribasso (20%) a causa della notevoli perdita di marginalità dovute all'elevato utilizzo di promozioni e sconti per far fronte alle perdite dovute alle chiusure per decreto (in cui il dettaglio tessile, abbigliamento, maglieria, camiceria, calzature e pelletteria è stato fortemente penalizzato). Serve un cambio di paradigma e discontinuità con le scelte discriminatorie verso i negozi di moda".

Nel dettaglio, il DECRETO-LEGGE 22 marzo 2021, n. 41 contenente "Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19" sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.70 del 22 marzo 2021 è stato pubblicato , con entrata in vigore dal 23 marzo 2021.

Tra gli articoli con le misure di interesse per il settore del fashion retail nel decreto Sostegno, ricordiamo:


Art. 1 (Contributo a fondo perduto in favore degli operatori economici e proroga dei termini per precompilata IVA)

Sono previsti contributi a fondo perduto per gli operatori economici fino a 10 milioni di euro di ricavi che abbiano subito una perdita di almeno il 30% del fatturato calcolato sulla media mensile delle perdite dell'anno 2020 sull'anno 2019, sulla base di 5 fasce:

  1. 60% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100.000 euro
  2. 50% per i soggetti con ricavi e compensi da 100.000 a 400.000 euro
  3. 40% per i soggetti con ricavi e compensi da 400.000 a 1 milione di euro
  4. 30% per i soggetti con ricavi e compensi da 1 milione a 5 milioni di euro
  5. 20% per i soggetti con ricavi e compensi da 5 milioni a 10 milioni di euro

Il contributo è previsto anche per start up e nuove imprese avviate nel 2019 e 2020. In proposito, con il Provvedimento del 29 marzo 2021, l'Agenzia delle Entrate chiarisce che, per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo a fondo perduto spetta a prescindere dal calo del 30% della media mensile del fatturato del 2020 rispetto alla corrispondente media del 2019.

Le imprese potranno optare per:

  1. un contributo diretto mediante accredito su conto corrente bancario o postale, intestato al beneficiario (o cointestato se il beneficiario è una persona fisica);
  2. il riconoscimento di un credito d'imposta di pari valore, utilizzabile in compensazione tramite modello F24.

Le istanze per il contributo a fondo perduto possono essere predisposte e inviate all'Agenzia delle Entrate in via telematica dal 30 marzo 2021 al 28 maggio 2021

In proposito, è stato pubblicato sul sito dell'Agenzia delle Entrate, il Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate (Prot. n. 77923/2021) del 23 marzo 2021 sulla "Definizione del contenuto informativo, delle modalità e dei termini di presentazione dell'istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto di cui all'articolo 1 del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 marzo 2021".

Il provvedimento è accompagnato dai seguenti documenti (che alleghiamo sotto):

  1. ISTANZA PER IL RICONOSCIMENTO DEL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO DECRETO SOSTEGNI
  2. ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELL'ISTANZA PER IL RICONOSCIMENTO DEL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO DECRETO SOSTEGNI
  3. SPECIFICHE TECNICHE PER LA PREDISPOSIZIONE E TRASMISSIONE TELEMATICA DELLE ISTNZE PER IL RICONOSCIMENTO DEL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO
  4. GUIDA DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE PER RICHIEDERE E OTTENERE IL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

 

Art. 26 (Fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite dall'emergenza epidemiologica)

È previsto un fondo da 200 milioni di euro "da destinare al sostegno delle categorie economiche particolarmente colpite dall'emergenza Covid, incluse le imprese esercenti attività commerciali e ristorazione nei centri storici e le imprese operanti nel settore dei matrimoni e degli eventi privati". I fondi saranno distribuiti dalle Regioni.

 

Art. 8 (Nuove misure in materia di trattamenti di integrazione salariale)
La nuova disposizione prevede per i datori di lavoro che sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica la possibilità di richiedere:

  1. il trattamento di integrazione salariale CIGO per una durata massima di 13 settimane nel periodo compreso tra il 1° aprile 2021 e il 30 giugno 2021;
  2. l'Assegno Ordinario e la CIGD per una durata massima di 28 settimane che devono essere collocate tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2021.

L'accesso è consentito senza contributi addizionali.

Viene anche confermata la preclusione dell'avvio delle procedure di licenziamento fino al 30 giugno 2021, allungata fino al 31 ottobre 2021 per i datori di lavoro che fruiscono degli ammortizzatori sociali emergenziali.

 

Art. 4, comma 1 (Proroga del periodo di sospensione delle attività dell'agente della riscossione)

E' prevista un'ulteriore proroga del periodo di sospensione delle attività dell'agente della riscossione (ex art. 68, comma 1, del decreto “Cura Italia” e dall'art. 22 bis del decreto "Milleproroghe” rispetto al termine ultimo del 28 febbraio 2021) ed in particolare sono sospesi i termini dei versamenti, in scadenza nel periodo compreso dall'8 marzo 2020 al 30 aprile 2021 (anziché dall'8 marzo 2020 al 28 febbraio 2021), derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi di accertamento esecutivi.


I versamenti oggetto di sospensione devono essere, quindi, eseguiti in unica soluzione entro sessanta giorni dal nuovo termine del periodo di sospensione.

Quanto alla Rottamazione ter e al saldo e stralcio, tali definizioni agevolate mantengono la propria efficacia qualora:

  1. i versamenti non effettuati nel 2020 vengano effettuati entro il 31 luglio 2021 (per le rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre del 2020)
  2. i versamenti previsti entro il 31 luglio 2021 siano pagati entro il 30 novembre (per le rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio del 2021).

 

IL COMMENTO DI FEDERAZIONE MODA ITALIA-CONFCOMMERCIO

Federazione Moda Italia-Confcommercio non ha trovato risposte adeguate nel Decreto Sostegni per:

  1. l'insufficienza delle risorse necessarie alle imprese del comparto distributivo della moda per far fronte non solo alle perdite del passato e del presente, ma anche alle scadenze con locatori e fornitori
  2. gli indennizzi troppo selettivi
  3. la soglia troppo elevata di perdita di fatturato al 30% che, per il settore, va vista decisamente al ribasso (20%) a causa della notevoli perdita di marginalità dovute all'elevato utilizzo di promozioni e sconti per far fronte alle perdite dovute alle chiusure per decreto (in cui il dettaglio tessile, abbigliamento, maglieria, camiceria, calzature e pelletteria è stato fortemente penalizzato).

Bene l'eliminazione del criterio dei codici ateco, il computo delle perdite sull'intero 2020 sul 2019 (sarebbe stato più coerente sugli ultimi 10 mesi del 2020) e l'estensione della platea dei beneficiari, MA LA MODA HA SUBITO VERAMENTE TROPPE RESTRIZIONI

Per il Presidente di FederazioneModaItalia Confcommercio, Renato Borghi: “Un doveroso riscontro alle nostre richieste, ma serve un cambio di paradigma e discontinuità con le scelte discriminatorie verso i negozi di moda"

nonostante gli 11 miliardi di euro stanziati per le imprese della moda serve molto di più. Gli indennizzi sono pochi e limitati.

...e poi

la previsione della soglia minima di perdita al 30% del fatturato è troppo penalizzante per il comparto moda che, a differenza di tutti gli altri settori, vende prodotti soggetti a rapidissima svalutazione. Durante questo drammatico periodo si è dovuto fare notevole ricorso a forti promozioni e saldi, con l'unico obiettivo di pagare i costi fissi e contenere le perdite di fatturato, riducendo i margini.

Per questa nostra peculiarità, sarebbe più coerente una soglia di perdita di fatturato del 20%.
Servono comunque:

  1. aiuti immediati e congrui alle perdite delle imprese;
  2. liquidità;
  3. moratorie fiscali e contributive;
  4. sostegni per far fronte alle locazioni commerciali
  5. un indispensabile contributo sotto forma di credito d'imposta del 30% sulle rimanenze, capace di superare l'annoso problema dei magazzini (e, considerando l'andamento ancora una volta negativo dei saldi con un calo del 41,1% a gennaio e del 23,3% a febbraio rispetto agli stessi mesi del 2020);
  6. discontinuità e un ripensamento delle restrizioni alle aperture che riguardano quasi esclusivamente il comparto moda. Non si riesce ancora a comprendere perché un negozio di abbigliamento o di calzature o di pelletteria, nonostante i sacrifici fatti e gli investimenti in sicurezza, rientri tra le pochissime attività commerciali che devono rimanere chiuse per decreto. Se i negozi soffrono, i colossi del web gioiscono con fatturati più che raddoppiati;
  7. nonostante l'apprezzata introduzione della digital tax, ci aspettiamo di operare in un mercato a parità di regole e di tassazione realmente proporzionata agli introiti effettuati nel nostro Paese.

Bene, comunque:

  1. il superamento del criterio dei codici ateco che aveva, tra l'altro, portato a un'incomprensibile selezione dei beneficiari e creato figli e figliastri. Viene così data attenzione a tutte le nostre imprese a prescindere dalla collocazione in fasce, al wedding ed ai negozi di camicie e maglieria rimasti per decreto chiusi e mai indennizzati. Ma anche all'ingrosso moda che, pur aperto, non poteva certo vendere a negozi in forte sofferenza per le restrizioni;
  2. bene anche la scelta del computo delle perdite sulla media mensile del fatturato del 2019 con quello del 2020 (sarebbe stata più coerente la scelta degli ultimi dieci mesi del 2020);
  3. indispensabile poi la prosecuzione della cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre per le piccole attività

CLICCA QUI PER IL COMUNICATO STAMPA DI FEDERAZIONE MODA ITALIA-CONFCOMMERCIO